La papessa di Sönke Wortmann

 

di Davide Rossi


La papessa Giovanna non è mai esistita, è una invenzione duecentesca, nata alla corte di Federico II, quasi quattro secoli dopo i presunti avvenimenti, in aperta opposizione al desiderio di potere e al costante contrasto politico promosso dal pontificato contro l’imperatore. Era un modo irriverente, al limite del grottesco, di irridere l’avversario, gretto, chiuso, bigotto. Mentre Federico II viveva tra dotti cristiani, musulmani ed ebrei, in una corte in cui la considerazione delle donne era certamente superiore a quella riconosciuta all’epoca in tutto l’Occidente. Federico II capace di stupire tra le moschee di Gerusalemme il sultano quando molti dei suoi uomini pregano con i locali, svelando la loro fede islamica. Il mito verrà rilanciato con sufficiente fortuna nel quadro delle azioni contro il Vaticano da parte dei Luterani nel ‘500. Tuttavia il film del tedesco Sönke Wortmann “La papessa” è forte, potente, sincero, pieno di umanità, commovente, è un atto d’amore. Chiunque creda nei diritti e nella libertà delle donne e nella forza liberatrice della cultura ne resterà toccato e conquistato, travolto dalla forza della scienza, della vita, dell’amore, anche carnale, tutti doni della conoscenza, quindi per chi vi crede, divini.