CORTI in festa al
MILANO FILM FESTIVAL 2003
L’ottavo
“Milano Film Festival” sì è chiuso con una grande serata
che ha confermato tutta la vitalità della metropoli ambrosiana.
Il premio al Miglior Cortometraggio, assegnato quest’anno
dalla redazione di Alias, il supplemento culturale
del Manifesto ha visto trionfare Pornographic
Apathetic dello statunitense Arthur Cottam, surreale - ma neanche troppo - satira della sessualità occidentale, schiacciata
da una mercificazione e da un atletismo da prestazione che
viene mostrato in tutta la sua ridicola imbecillità. Sobre
la tierra dell’argentina Maria Florencia Alvarez ottiene
una menzione speciale motivata dalla giuria “per la ‘
rabbia giovane ’ con cui riprende a esplorare l’estetica
della fame.” È certo un opera coraggiosa, girata nel
nord del paese ad Abra Pampa, il sole del cielo e la povertà di
due bambini vengono avvolti dalla polvere di luoghi al contempo
affascinanti e desolati. L’Alvarez conquista pure il “premio
Aprile”, assegnato dalla giuria selezionatrice dei film in
concorso e il “premio
Staff”, assegnato dalle persone che hanno collaborato al
festival, che così motivano: “Perché ha dimostrato come
con un super otto si possono regalare grandi emozioni; perché ha
saputo raccontare l'inutilità dei conflitti senza essere
banale; perché ci ha portato in uno scenario da favola facendoci
vivere l'atmosfera calda e arida del deserto. Infine perché con
grande finezza artistica ha filmato la difficoltà di vivere.”
Il “premio del pubblico”, attribuito con una monetina inserita
in appositi box dagli spettatori subito dopo le proiezioni, è andato
a The Day Winston Ngakambe Came to Kiel di Jasper
Ahrens, divertente avventura di un sovrano africano che sbarca
sulla ventilata spiaggia baltica di Kiel lasciando agli stupiti
villeggianti il suo rampollo, un ragazzo che nella timidezza
trova il sorriso e lo porta tra annoiati vacanzieri del primo
mondo. (D.R.)