The Terminal

di Isabella Cortese P.

 

Profonde le emozioni che le vicende del protagonista suscitano negli spettatori. Il film racconta la storia di un cittadino dell'est che, arrivato a destinazione negli Stati Uniti, scendendo dall'aereo, apprende della scomparsa della sua nazione. Una delle principali emozioni è sicuramente lo “spaesamento”, che in questo caso significa non solo la sensazione di non saper più dove andare, cosa fare ma anche la sensazione di non avere più un paese, una casa. La stupidità di certe leggi non spaventa Victor (Tom Hanks), che riesce a superare le difficoltà rimanendo calmo e riuscendo ad adattarsi in qualunque occasione. Victor non è capace di aggressività. Rimane mite e tranquillo anche nei momenti più angoscianti. Il modo in cui si aggira nell'aeroporto, l'innocenza e l'ingenuità che gli si leggono negli occhi portano ad immedesimarsi nella sua storia. Il personaggio è commovente anche per la tenacia che dimostra in più occasioni,  riuscendo, a raggiungere un obiettivo che a molti potrebbe sembrare stupido: realizzare un sogno. Insomma un film da vedere. Anche per un altro ottimo motivo: la bravura di Tom Hanks.