speciale 14°

 

 FESTIVAL del  CINEMA AFRICANO d'ASIA e AMERICA LATINA

 di MILANO

 di Monica Mazza

 

Cessez le feu del regista algerino Hamed Zir e Deux-cent dirhams cortometraggio marocchino di Laila Marrakchi ci raccontano due storie diverse con sorprendenti analogie. In entrambi i casi i protagonisti sono due pastorelli. La prima storia narra di un bambino scosso dalla violenza della guerra e soprattutto dall'uccisione del padre; nel secondo filmato 200 dirhams capitano fortunosamente nelle mani del giovane protagonista che può così esaudire il suo desiderio di andare in città, avere un'istruzione e cambiare il suo destino. Il gregge da pascolare giorno dopo giorno è in entrambe le storie  il peso di un destino quasi ineluttabile; la violenza è in un caso quella brutale della guerra e nel secondo è rappresentata dal tradimento dell'ingenuità fanciulla da parte del mondo adulto.  Il vento ha un ruolo simbolico in entrambe le storie: è il destino che fa volare nelle mani di uno dei  pastorelli la banconota che può cambiare il corso della sua vita  e nelle mani dell'altro un ritaglio di giornale con la scritta “cessate il fuoco”  che darà voce al suo intimo rifiuto della violenza. –Cessez le feu- diventa così il messaggio che il bambino, benché analfabeta, griderà al mondo con ogni mezzo.

La poesia nelle due storie è affidata alla sensibilità che pare esistere solo nell'animo dei bambini e che trasmette in ogni caso un sentimento di speranza e di fiducia nel futuro.

 

Minuscoli fiocchi di neve  del regista iraniano Ali-Reza Amini  è la storia dei due guardiani di una miniera isolata tra le montagne dell'Iran.

Il film riproduce con angosciante realismo la condizione di emarginazione dei due protagonisti: isolamento, solitudine, miseria materiale e povertà di affetti.

La monotonia, il silenzio nella sua accezione più negativa, l'inerzia degli eventi riflettono l'apatia con cui i due protagonisti accettano la loro condizione.

Il binocolo, che uno dei due guardiani impugna come un'arma e al tempo stesso come uno strumento di potere sull'altro protagonista, è l'unica possibilità di raggiungere almeno con lo sguardo un orizzonte più lontano e una realtà diversa.

Fa riflettere il bisogno dei due uomini di legarsi affettivamente ad ogni piccola grande cosa che costituisca una novità rispetto al piattume della loro esistenza.

E' poetica la loro capacità di innamorarsi della sola immagine di una donna che passa quotidianamente nei pressi della miniera per andare ad insegnare in un villaggio vicino; è la capacità un po' infantile di desiderare una cosa anche se non la si può avere.

I minuscoli fiocchi di neve alla fine salvano i due protagonisti dalla disperazione soprattutto perché forniscono loro l'alibi per il ritorno alla consuetudine vissuta da un lato come sicurezza e dall'altro come un destino ineluttabile.

 

One night

Incomunicabilità, equivoco e nuove tecnologie sono i temi intorno ai quali ruota il cortometraggio egiziano di Soad Shawki.

Nella storia,  che si svolge tutta in una notte, una figlia troppo apprensiva regala all'anziano padre un telefono cellulare pensando in questo modo di accrescere il poter di controllo su di lui.

Scene di quotidiana incomunicabilità tra un uomo ed una donna nonostante, o forse a causa, delle nuove tecnologie: lei esasperata invia all'amato un ultimatum via sms ma sbaglia destinatario. Il messaggio raggiunge erroneamente l'anziano signore che lo interpreta come una minaccia di suicidio. L'uomo fa di tutto per raggiungere la misteriosa mittente e una volta trovatala, con la saggezza di un padre adottivo, accoglie le sue confidenze.

In sintesi il telefono cellulare ci rende solo più raggiungibili, ma non per questo più inclini o disponibili alla comunicazione.

 

Take Out

Angoscia pura è il sentimento che trasmette questo lungometraggio, cooproduzione dell'americano Sean Baker e della regista Shin-Ching Tsou, nativa di Taiwan.

Angoscia del protagonista finito negli ingranaggi dell'usura e costretto a restituire entro 12 ore  ottocento dollari agli strozzini, altrimenti il suo debito raddoppia.

Angoscia per la sua condizione di immigrato: isolamento, solitudine, lontananza ed un debito lungo da estinguere per pagare l'espatrio clandestino.

Angoscia per il ritmo di lavoro, pesante quanto gli indigesti cibi fritti che il protagonista consegna a domicilio a cavallo della sua bicicletta.

Angoscia per il sobborgo newyorchese in cui si svolge la vicenda: povertà, sporcizia, caos, traffico, rumore e delinquenza.

Angoscia dell'individuo quando l'impresa da compiere pare smisurata rispetto alle proprie forze: sentimento esasperato dalla ripresa in video 8 mm che restituisce integralmente il senso di alienazione del protagonista.

Il senso di disperazione che permea tutta la vicenda è interrotto unicamente dal  sentimento di solidarietà che nasce tra connazionali costretti a condividere le dolorose tappe obbligate del cammino verso un'esistenza diversa.

 

L'essentiel di Mahamat Saleh Haroun

Storia semplice su un argomento complesso: due giovani innamorati raccontano in prima persona le loro reazioni alla notizia del contagio da AIDS.

Essenziale e diretto ci insegna come certi avvenimenti nella nostra esistenza ci costringono a ridisegnare la nostra scala di valori rivelandoci la nuova essenzialità della vita. Come accade al giovane protagonista che molto semplicemente desidera quella vecchiaia che fino a poco prima aveva visto solo come declino fisico e sociale.

 

Malen'kie ljudi di Nariman Turebayev

Ironica storia di due giovani uomini alla ricerca del loro posto nel mondo.

Scene di vita quotidiana dei due scapoli alle prese con le difficoltà economiche, i problemi di interazione con l'esterno e di relazione con l'altro sesso.

Disagio nella definizione della propria personalità e nella ricerca della propria identità professionale. L'affermazione come individuo, tappa fondamentale e talvolta dolorosa, assume nel contesto della periferia ex sovietica un aspetto tragicomico.

Ci salva l'amicizia tra i due giovani e la capacità di sognare nonostante tutto una vita diversa, magari all'estero.