Angeli libertari

di Valentina Labate

Fra le note arrabbiate dei Sex Pistols e non solo, a fine settembre si è aperto il sipario al teatro Verdi di Milano sulla disperazione di una generazione sempre nuova e in continuo mutamento: i Punk. La coraggiosa e brava “Compagnia THEATRIKOS” presenta infatti in questa stagione PUNK-Panorama Scheletrico del mondo.  Quattro giovani attori tra cui il regista Aniello Ciaramella, che ha curato la pregevole drammaturgia fondata per sua ammissione sull’ “istanza libertaria di rivolta etica, biologica prima che sociale” del movimento punk, ci guidano lungo strade impossibili da definire, ma capaci di comprendere un turbinio di forme, modi, colori. Il tutto in una chiaro rifiuto e in una aperta critica dell’esistente, facendo propria ogni sfida, di pensiero ma anche estetica, fisica, sonora. Atteggiamenti trasgressivi, creste psichedeliche, borchie sono l’espressione di una radicale contestazione di un mondo al contempo austero e malato perché solo così si può definire una società in cui la vita delle persone è programmata fin dalla nascita. I Punk urlano e provocano in nome di un’autogestione possibile, sola via per l’uguaglianza sociale. Fuori dagli spazi autogestiti in cui sventolano drappi rossi con grandi A cerchiate, incombe tuttavia una oscurità che non lascia intravedere nessun orizzonte, “No future”. Un certo nichilismo può essere estrema deriva, eppure resiste un fioco lume di intensa sensualità, di vite disperate, perché il movimento punk non è mai morto né nato, esiste