Svizzera: i giovani di Italia e Argentina si incontrano in CASTELLINARIA

di Davide Rossi


Bellinzona, capitale del Ticino, è città tutta turrita e il Festival Internazionale del Cinema Giovane che vi si tiene già da quindici anni non può che chiamarsi “CASTELLINARIA”, nome appropriato perché il direttore Giancarlo Zappoli e i suoi collaboratori manifestano grande sensibilità nel raccogliere il meglio della produzione capace di coniugare qualità e temi giovanili, un vero e proprio colpo d’ala. Nel novembre 2002 hanno trionfato i figli di Respiro di Emanuele Crialese, già vincitore della Settimana Internazionale della Critica a Cannes, vortice di sentimenti, mare e libertà con una grande interpretazione di Valeria Golino.

Dalla penisola anche L’ora di religione di Bellocchio dura critica della meschina mercificazione del sacro e della assurda volontà di strumentalizzare i bambini, La grande quercia di Bianchini, già a Berlino ’96, autobiografico e intimo, storia di una famiglia antifascista osservata con occhi di bambino mentre infuria la guerra, si avvicina l’8 settembre e il regime tenta sbiadite prove di forza insultando gli alunni senza divisa da “balilla”, Clown in Kabul di Balestrieri e Moser, medici che cercano di far sorridere mentre la guerra uccide e mutila senza portare libertà duratura, Jurij di Garbini, toccante e commovente vicenda di un bimbo ipovedente, tiranneggiato da un padre folle, un bambino condannato al violino eppure capace di trarre dalla della “Ciaccona” di Vitali il suo riscatto. Meritoria la retrospettiva dedicata all’Argentina una nazione violentata dalle promesse liberiste e ridotta oggi alla fame, in proiezione Garage Olimpo di Bechis, per non dimenticare le atrocità dei militari, Mondo Grua di Trapero, ovvero il lavoro che non c’era già prima del disastro del dicembre 2001, il narrativamente meraviglioso La Cienaga di Lucrecia Martel capace di raccontare il consumarsi di ogni speranza nel lontano nord della provincia di Salta, Mao e Lenin ragazze in fuga nel bianco e nero di Tan de Repente del bravissimo Diego Lerman, Un giorno fortunato di Sandra Gugliotta, storia di oggi in una Buenos Aires a più luci e colori ma anche grigia, una città simbolo di una nazione, vissuta e attraversata dalla bella Elsa, interpretata dalla brava Valentina Bassi, ragazza in cerca di lavoro, di affetto, di speranza prima ancora che di fortuna, strade di una città incattivita dalle difficoltà, scorbutica e frettolosa ai semafori, capace di dignità solo attorno ai falò che rivendicano il diritto alla luce elettrica. Documentata per intero quindi l’effervescente stagione cinematografica argentina di questi anni a cui ci piace aggiungere, non presente, il piacevolissimo Solo per oggi di Ariel Rotter, storia di giovani che condividono casa facendoci sorridere e pensare.