Che Guevara, il sogno, il Sudamerica, la motocicletta
di Marta Benenti e Maria Tartari
I diari della motocicletta di Water Salles sembra rivolto a noi giovani che, senza timore di essere accusate di idealismo e di troppo sognare, ma anzi di questo un po' orgogliose, ritroviamo nel film uno spunto per nuovi slanci. Il giovane Ernesto Guevara, sempre troppo sincero, limpido e con quell'ingenuità romantica da sognatore, nonché buono, è spalleggiato e appoggiato dall'esperienza e dalla scaltrezza del compagno Alberto Granado, quasi un fratello maggiore, più vissuto e capace di sfruttare occasioni, il che lo fa apparire meno onesto e altruista di quanto in realtà non sia. L'avventura in motocicletta, la “Poderosa”, dei due ragazzi futuri medici, anzi Alberto biochimico, si trasforma ben presto in una “missione”: ogni incontro accresce la loro consapevolezza della situazione del popolo sudamericano e ogni esperienza diventerà parte costituente del pensiero di Guevara e incentivo alle future lotte. Vi si apprezza tuttavia la centralità del viaggio rispetto alla vita del futuro Che: non si possono ignorare le allusioni al suo futuro di guerrigliero, ma è il romanticismo dei due avventurieri a prevalere. Il film si presta alla possibilità di essere valutato e considerato ogni volta sotto una luce diversa: non sono da sottovalutare né il fascino del viaggio, né il romanticismo e la passione dei personaggi, ma è sicuramente interessante poter assistere, anche se solo attraverso una pellicola, all'evoluzione del pensiero politico, umano e ideologico di uno dei più grandi sognatori dell'ultimo secolo. I diari della motocicletta permette di non di non paragonare Guevara all'immagine classica che si ha di lui, probabilmente non si possono suddividere così nettamente le fasi della vita di una persona, eppure la pellicola e l'interpretazione del bravo attore messicano Gael Garcia Bernal portano a questa immediata reazione. Lasciandosi trasportare, di fotogramma in fotogramma, facendosi conquistare dalla storia narrata, si tende a non fare più caso alle incongruenze con la vicenda realmente accaduta, appassionandosi all'immagine che si ricava del Che, una persona carismatica e determinata. Interessante anche rilevare come prima di questo film fosse così poco conosciuto e diffuso quel suo aspetto precedente alla vita politica, quando Ernesto era semplicemente un medico argentino, non ancora un rivoluzionario. Della sua gioventù condividiamo “el derecho al vagabondeo, a la utopia, a la aventura y al romanticismo, porqué esa es la esencia del Che*”.
(*”il diritto a essere vagabondi per il mondo, all'utopia, all'avventura e al romanticismo, perché questa è l'essenza del Che” – TRANSAMERIKA – Modena City Ramblers)