Castellinaria: fotogrammi tra i banchi di scuola

di Davide Rossi

Tra i castelli di Bellinzona antica, estrema, propaggine sforzesca, si è svolta dal 15 al 22 novembre la 16° edizione di CASTELLINARIA, il Festival internazionale del Cinema Giovane. I film sono  divisi come in passato in due sezioni, 6-15 anni e 16-20. Nella prima tra gli altri in proiezione Prendimi e portami via di Tonino Zangardi con la ormai sempre bravissima Valeria Golino. È la storia di due ragazzini delle medie che si innamorano. Tutto bene, se non fosse che lei è zingara e vive nel campo nomadi e lui il figlio del fruttivendolo del prospiciente quartiere della periferia romana. L’odio razziale e la violenza si manifestano, ma la tolleranza e il rispetto - delle persone e dei sentimenti – rivendicheranno, al di là di tutto, il loro diritto. Semplice e delicato rimanda ad un’altra pellicola di qualità ambientata in una terza media e nelle sale in quest’autunno: Caterina va in città di Virzì, qui ci si trova nel centro della capitale, giovani di destra e di sinistra, passioni, emozioni, modi di vita tanto diversi dalla periferia e certo scarsamente compresi e immaginati da genitori, prim’ancora che distratti, incapaci di rendersi conto di come i ragazzi d’oggi crescano più rapidamente che in passato.  Dall’Argentina nella stessa sezione Kamchatka toccante pellicola di Marcelo Pineyro, racconta la brutalità dei militari golpisti del ’76, che uccidono, sequestrano, distruggono case, vista con gli occhi di un bambino che, costretto a cambiar scuola, si fa consapevole dell’orrore giorno dopo giorno, sino al drammatico distacco dai genitori che lasciano lui ed il fratello dai nonni, per evitare loro la sorte di un paese insanguinato. La sezione 16-20 propone film notevolissimi come L’isola della Quatriglio, Bambole d’argilla del tunisino Nouri Bouzid, il durissimo e ugualmente ricco d’insegnamenti Lilja for ever dello svedese Moodysson, il lieve e delicato L’aquilone della libanese Chahal Sabbag.  La retrospettiva è dedicata ai ticinesi impegnati nel cinema, da segnalare Innocenza di Villi Hermann, vita di una maestra di un paesino lacustre luganese e Storia di confine di Bruno Soldini realizzato con la collaborazione dello scrittore ticinese Alberto Nessi, cronaca dello scorcio conclusivo del secondo conflitto mondiale, tra contrabbandieri e militari, lungo il confine italo-svizzero