Glauber Rocha, il sogno che vola
di Davide Rossi
Eryk Rocha insegue le tracce del padre esule durante la dittatura
brasiliana all’Avana, primi anni settanta, e recupera pensieri
e tracce di un uomo straordinario, montandone nel bellissimo
Rocha que voa, che si presta alla traduzione letterale
di “Roccia che vola”. È bello allora ascoltare la viva voce
dell’inventore del “Cinema Novo”: Il cinema è un’espressione
culturale antitetica al colonialismo borghese … il cinema deve
essere sociale, politico, indipendente dall’imperialismo, come
lo sono quello cubano dopo la rivoluzione del ’59 e come lo
è stato il “Cinema Novo” brasiliano agli inizi degli anni sessanta
… “estetica della fame”, questa caratterizza un movimento artistico
comune in Latinoamerica, fondato sulla creatività e sull’indipendenza
…Il cinema rivoluzionario è l’apocalisse dell’irrazionalità
borghese… Questo racconta in immagini e immagini l’insuperabile
Glauber Rocha con tutta la potenza di una volontà sognatrice,
ma sempre ad occhi aperti, un delirio poetico dagli orizzonti
molto chiari, consapevole delle leggi dello sfruttamento globale
del Nord del mondo su tutti i Sud del pianeta e della brutalità
armata statunitense.
(n.21-2002)