Con-fusioni di Danilo Reschigna –  Ibis  edizioni Como

recensito da Graziano Magnifico

Nella mia attività di lettore ho sempre dato molta importanza ai titoli. Un bel titolo, spesso mi ha spinto ad acquistare un libro, e a volte, l’occasione per la scoperta di un autore. Forse è per questo che non riesco a dare un titolo alla mia recensione: la sento come una responsabilità. Normalmente, quando scrivo lascio il titolo per ultimo e, spesso, è proprio il parto più difficile. Questa premessa mi serva per dire che nel libro di Danilo Reschigna, il titolo è pensato genialmente e proprio la sua periodica rilettura mi è servita a ritrovare il senso del narrato, ogni vo

lta che rischiavo di perderlo. Con-fusioni è proprio quello che dice di essere: una continua fusione di percezioni, frammenti di vissuto, mescolati  a ricordi, dove il racconto di episodi dell’infanzia viene svolto in prima persona, ma al tempo presente, come se a parlare non fosse l’adulto che ricorda, ma il bambino che è stato, il tutto evidenziato dal ricorso alle espressioni tipiche del parlare infantile. Questa fusione di percezioni tuttavia non è mai solitaria, è sempre con-divisa con altri, non nel senso della comunicazione vera e propria, ma piuttosto del suo dipanarsi attraverso la presenza degli altri. Proprio questa consapevolezza dell’alterità del percepito porta con sé una miscela d’impressioni che si accavallano e vengono espresse di getto, potremmo dire “come si presentano nella mente dell’autore” senza la mediazione di una “corretta espressione linguistica che, inevitabilmente, finirebbe col porre uno schermo fra l’autore e il lettore. Di qui l’inevitabile gioco di parole che porta alla con-fusione, in cui il trattino è l’elemento indispensabile che separa la confusione, intesa come “caos” dalla con-fusione intesa come compenetrazione di auto-percezione e consapevolezza del ruolo che “altri” ci assegnano. Ecco allora emergere con prepotenza il tema dell’identità, quasi a volersi imporre nonostante tutto. Danilo Reschigna, in situazione di handicap, come afferma nella sua breve nota autobiografica, oscilla tra il desiderio di essere letto e apprezzato come autore indipendentemente da tutto e l’affermazione del proprio stato con tutto il bagaglio di sofferenza e di ricchezza che ciò comporta. La volontà non è quella di sfidare il mondo  o voler a tutti costi affermarsi, bensì, molto semplicemente, di esprimersi, senza negare, ma senza nemmeno urlare la propria peculiarità, soltanto riconoscendola e quindi vivendola. Non un “esserci per forza” o “esserci ad ogni costo” potremmo concludere, ma semplicemente esserci, fare sì che il contributo di ciascuno venga riconosciuto.

Il libro è reperibile presso le librerie FELTRINELLI