PACE GIUSTA IN PALESTINA senza muri e divisioni

Gli israeliani lo chiamano il “Muro della Sicurezza”, i palestinesi lo chiamiamo il “Muro dell'ingiustizia e dell'apartheid”

 

di Khair Nabeel*

Il Pontefice ha detto che bisogna costruire Ponti non Muri tra i popoli e noi palestinesi siamo disponibili a costruire ponti tra la nostra  popolazione e quella israeliana lavorando con impegno per abbattere tutte le barriere. Se Israele crede che l'unica strada per la sua sicurezza sia la costruzione del Muro che lo faccia, ma nel suo territorio rispettando il diritto internazionale ed i diritti umani. Noi palestinesi crediamo che il Muro non serve a questo scopo ma ad annettere, di fatto, ampie aree di territorio  palestinese e a rendere eterna l'occupazione militare. Infatti  solo 11% di questo muro è costruito sulla linea verde che dovrebbe sancire il  confine tra il futuro stato palestinese e lo stato israeliano, tutto il resto è, e sarà costruito dentro il territorio palestinese e mira alla confisca di oltre il 50% della Cisgiordania. Questo Muro è contrario al diritto internazionale perché separa il territorio e la popolazione. Questo Muro è contrario al diritto umanitario perché limita i diritti fondamentali dell'uomo : dal diritto alla proprietà (vaste aree di territorio agricolo palestinese confiscate per la costruzione del muro) al diritto alla libertà. Questo Muro separa il bambino dalla sua scuola, il contadino dalla sua terra, il lavoratore dal suo lavoro, divide le famiglie e rende quindi impossibile la vita quotidiana dei palestinesi. Se Israele realmente vuole la sicurezza la strada maestra è la pace. Pace significa giustizia e sicurezza per il popolo palestinese. Il nostro popolo lavorerà con  impegno per costruire il ponte della pace della giustizia e della libertà .

 

*segretario Al Fatah in Italia