MAESTA’ DI ROMA DA NAPOLEONE ALL’UNITA’ D’ITALIA

 ovvero TRE MOSTRE IN UNA

(7 marzo-29 giugno)

di Elisabetta Mero

A Roma si sta svolgendo una grande mostra che celebra in maniera maestosa la città che la ospita. Si svolge attraverso tre sedi prestigiose - le Scuderie del Quirinale, la Galleria d’arte moderna, l’Accademia di Francia a Villa Medici – e l’intento è quello di mostrare il carattere di universalità presente nella civiltà artistica maturata a Roma tra sette e ottocento fino all’unificazione nazionale attraverso opere di grandi artisti come Canova e Thorvaldsen, Hayez e Camuccini, Ingres e Granet, Turner e Corot, Feuerbach, Bruni e Ivanov e altri ancora. La Roma del XIX secolo viene presentata come una città cosmopolita capace di affascinare ed attrarre artisti e intellettuali di tutta Europa. La parte più interessante di questa vasta mostra è concentrata alle Scuderie del Quirinale intitolata “Universale ed eterna” in cui, nel confronto fra esaltazione del mito classico e recupero del mito cristiano, viene messa in evidenza, con uno sguardo nuovo, la tensione verso la modernità caratteristica dell’età napoleonica. I protagonisti assoluti di questo periodo per quanto riguarda la scultura sono Canova e Thorvaldsen trattati finalmente in maniera antiretorica e messi a confronto allo scopo di sottolineare il linguaggio di tipo naturalistico, sensistico del primo e il purismo nordico del secondo. Vengono citati, attraverso opere, i momenti artisticamente più significativi di questo periodo di dominazione napoleonica come la mostra in Campidoglio del 1809 che aveva esposto tutte le tendenze di gusto e di cultura di inizio secolo nella pittura di storia, di paesaggio, di genere e nella ritrattistica. In parallelo alla Galleria d’arte moderna si svolge la parte della mostra: “Capitale delle arti” che sviluppa il tema dell’iter formativo dei giovani artisti di ogni nazionalità – europei ed americani – che riconoscono in Roma il fulcro della tradizione classica e vi soggiornano allo scopo di assimilare forme e tecniche dell’arte del passato. Infine a Villa Medici, grazie alla presenza della terza parte della mostra “Da In gres a Degas. Artisti francesi a Roma” si celebra il bicentenario della fondazione dell’Accademia di Francia e quindi sono esposte opere di artisti francesi a Roma nel XIX secolo, dal 1803, anno appunto di fondazione dell’Accademia, fino all’unificazione di Roma all’Italia, nel 1870. La mostra si concentra sui legami che intercorrevano tra i borsisti, i direttori e gli artisti francesi o di cultura francese presenti a Roma, di passaggio (Gericault, Moreau, Degas) o residenti (Lèopold Robert). L’aspetto che forse può rimanere più impresso è il fatto che questa istituzione, a dispetto delle categorie e dei riferimenti imposti, autorizzò una grande varietà e libertà nella creazione. Viene quindi trattato in questa interminabile mostra un periodo storico ricco di fermenti e iniziative artistiche che si manifestano, come già era avvenuto con Michelangelo. Una Roma non più caput mundi ma certamente seconda capitale dell’Impero napoleonico