L’incanto della terra e del mare di Puglia

Sola la pirotecnica fantasia e la caustica intelligenza di Gianni Ippoliti potevano onorare il cristallino mare Ionio con un monumento alla sua prelibata pescosità e per raffigurare questo dono meraviglioso di un mondo, come quello del mare, che non sta né in cielo né in terrà, ecco che, sulle ali di reminiscenze antiche e mitologiche, una bellezza mediterranea d’oggi è chiamata a impersonare con tutta la sua prosperosa ed esuberante bellezza la fecondità delle acque, ergendosi a monumento per i lavoratori che sfidano quotidianamente le onde. Manuela Arcuri è così immortalata e traslata verso orizzonti immaginifici sulle sponde di Porto Cesareo e proprio lei è madrina di una serata promossa ai primi di novembre ’03 dall’assessorato regionale al turismo per far conoscere ai milanesi, una volta di più, l’incanto affascinante di una terra  - la Puglia – capace di coniugare memorie bizantine e sapori veraci, come le tradizionali cime di rapa con orecchiette che i numerosi presenti hanno mostrato, a fine serata, di gradire al di là di ogni ragionevole pronostico. Terra, quella di Puglia, di sole, di mare, di cultura, di pomodori e di fichi, amati da Plinio e alla cui ombra frondosa la Lupa trovò Romolo e Remo, di ulivi dal cui robusto legno Ulisse trasse il talamo per sé e per l’amata  Penelope.

 Terra affascinate, terra da visitare. (D. R.)