SAMBENEDETTESE, OLTRE LA STORIA UNA PASSIONE SEMPRE VIVA

di Gianluca Capecci


La seconda promozione consecutiva ha riportato agli onori della cronaca la squadra di calcio della “Riviera delle Palme”, la Sambenedettese. Per lunghi anni la compagine rossoblu ha rappresentato nella serie B italiana la formazione più rappresentativa dell’intere Marche, una squadra solida, fatta di lavoratori del mare, calciatori per passione, a partire dal capitano di quella fine degli anni cinquanta: Astraceli. Oggi i giocatori di San Benedetto del Tronto militano in C1 e seguirne i movimenti sul campo, agli inizi di ottobre contro il Benevento (risultato 2 a 2), riaccende passioni ma anche entusiasmo per un pubblico tra i più colorati, fedeli e appassionati della penisola. La Samb recrimina per i punti perduti e mastica amaro per come è maturato l’esito finale della partita. In vantaggio per ben due volte, la squadra di casa si è fatta recuperare fino a giungere al risultato di parità definitivo. Il Benevento, squadra spigliata e ben messa in campo, ha giocato bene soprattutto in contropiede. La Samb si è affidata agli spunti individuali di alcuni suoi giocatori di elevato livello tecnico come Teodorani, Filippi, Fanesi) e si è visto che tutta la squadra sentiva molto la gara volendo regalare i primi tre punti casalinghi al proprio splendido pubblico. Gli undici allenati dal duo Matricciani- Colantuomo hanno provato a conquistare l’intera posta in palio gettandosi con veemenza contro il muro difensivo avversario, ma spesso è mancata la lucidità necessaria. Le conclusioni, per la verità sporadiche sono state ispirate dalle iniziative dei singoli piuttosto che dall’azione collettiva; ne costituiscono dei chiari esempi l’occasione d’oro sprecata da De Amicis al 7’ del primo tempo o l’occasione del primo gol che ha visto Turchi infilare in diagonale la rete del Benevento. Nel secondo tempo un’iniziativa personale di Turchi si conclude con un tiraccio impreciso che si trasforma in un prezioso assist per De Amicis, il quale centra la seconda rete. Due errori difensivi vedono il portiere Pardini un po’ incerto fuori dai pali e consentono al Benevento di riacciuffare il pareggio sia nel primo, sia che nel secondo tempo. Se a Teramo i rossoblu avevano dato un’ottima prova di organizzazione di gioco, con palla a terra e  schemi ben congegnati, questa volta forse è venuta meno un po’ di lucidità. Troppo spesso i centrocampisti di casa si sono affidati a lanci lunghi talora imprecisi. Si consuma così sul calare delle luci del pomeriggio un’occasione di vittoria,  gli striscioni rossoblu vengono riavvolti per tornare di domenica in domenica ad imbandierare tanto lo stadio cittadino quanto quelli di ogni altro campo d’Italia in cui gioca la Sambenedettese.