Il
1997 è la data del loro primo album prodotto dalla piccola etichetta indipendente piemontese Mescal: da
quell’anno i Subsonica diventano sempre di più una vera
e propria realtà musicale italiana proponendo un progetto
musicale veramente nuovo ed interessante. In circa cinque
anni sono riusciti nella scalata alla popolarità partendo
dai concerti nei centri sociali dei quartieri Murazzi
di Torino, arrivando a rendere traboccante di pubblico
il PalaVobis di Milano, sede abituale di importanti
eventi musicali. Lo scacco al successo si può riassumere
in tre mosse: nel 1999 l’uscita dell’acclamato album
“Microchip emozionale”, nello stesso anno la pubblicazione
del brano “Ufo” per il mercato britannico che li vede
entrare nelle classifiche dance inglesi (un vero successo
per la musica italiana) e nel 2000 la
conquista del premio come miglior gruppo italiano agli
Mtv Award europei di Stoccolma. Ragazzi di tutte le
età ballano
ininterrottamente come ammaliati e ipnotizzati dalla
loro musica impregnata di suoni elettronici e distorti,
ritmi pop dance (tipica dei club londinesi) e sonorità
veramente all’avanguardia sfruttando ogni recente innovazione
tecnologica che li vede usare ad esempio un microfono
multi effetto anche per la voce e campionatori sapientemente
gestiti dal bravissimo Dj Boosta. Il concerto incalza
e i cinque ragazzi torinesi riescono a lasciarsi andare
e a trascinare il pubblico
come dei veri animali da palco; la scelta dei
brani è ben organizzata, facendo riprendere fiato alla
moltitudine di ragazzi intervallando i vari brani dalla
ritmica dance travolgente con alcuni brani più “chill
out” (nuovo termine ora
in voga nel mondo della musica elettronica per
indicare la zona della discoteca di decompressione sonora
che permette alle persone un ambiente più rilassante
creato da musiche new age). L’evento musicale tocca il picco
di intensità con la bellissima ”Liberi tutti” (brano
scritto contro ogni tipo di gabbia fisico/mentale),
l’intensa ”Discoteca Labirinto” e “Nuova ossessione”,
quest’ultima tratta dal nuovo album “Amorematico” che
in poco tempo è riuscito a scalare la Hit Parade italiana
togliendo la scena ad album di pop italiano impregnati
di vetero “Sanremismo”. Nel 2000 “sfidano” lo stesso
Festival proponendo un
brano dalle sonorità tipicamente “Subsonica”:
“Tutti i miei sbagli”. La canzone (lontana dagli standard
sanremesi) si classifica solo all’undicesimo posto nella
graduatoria del festival ma viene invece molto apprezzata
dal pubblico che risponde con un sensibile aumento delle
vendite del loro album. I Subsonica però non disdegnano
tutto il pop italiano ma, anzi, vengono attratti da
quel pop fresco e d’avanguardia che nel ’98 li spinge
anche a collaborare con vari artisti italiani quale
Antonella Ruggiero, registrando in studio una coinvolgente versione di “Per un’ora d’amore”
che vede un viscerale duetto tra la bravissima Ruggiero
e il cantante del gruppo torinese Samuel. Il concerto
continua poi con l’incalzante “Velociraptor” e “Sole
silenzioso”, brano scritto in ricordo di Carlo Giuliani,
dei fatti legati al G8 di Genova e contro tutte le persone
che si appropriano indebitamente delle parole libertà
e giustizia con l’uso dei carri armati, dei manganelli,
della violenza e della repressione
politico sociale. La speranza ora è che questo
gruppo possa rappresentare la nave scuola che apre la strada
alla moltitudine di gruppi emergenti dalla nuova e fresca
linfa musicale, rendendo il mercato musicale italiano,
così in crisi, sempre più europeo e vivo.
(n.17-2002)