VASCO, non un marziano

di Paolo Casarolli

 


Si sente parlar spesso di quest’uomo da oltre vent’anni, esempio di coerenza, d’incoerenza, capace di arrivare fino in fondo all’animo umano o di restarne in superficie, a pelo d’acqua, parlando solo di ciò che appare; dimostrando in entrambi i casi estreme capacità di realismo (a volte un po’ relativo). Partendo da “SIAMO SOLO NOI”, o ancor meglio da “NON SIAMO MICA GLI AMERICANI”, s’intuisce subito le capacità di questo cantautore che, seppur tra mille problemi di “una vita spericolata”, e ancor qui con noi a cantare e farci cantare. Passando tra i vari “VADO AL MASSIMO”, (con cui riuscì ad arrivare ultimo a San Remo, e questo è un grande attestato di qualità!), la mitica “ALBACHIARA”; la strafamosa “VITA SPERICOLATA”; le romantiche “CANZONE”, “SENZA PAROLE”, “UNA CANZONE PER TE” e “OGNI VOLTA”; le simpaticissime “IERI HO SGOZZATO MIO FIGLIO”, “VA BE’” oppure “VOGLIO ANDARE AL MARE”; le malinconiche “SALLY” E “VIVERE”; la vincitrice del Festivalbar 1998 “L’UNA PER TE”; la trasgressiva “REWIND”. Migliaia di persone affollano i suoi concerti, da sempre un po’ “diverso” dai suoi colleghi, più “mito” e meno “marziano”, sì, perché capace di coniugare “umanità” e “normalità” che altri cantanti non possiedono ormai più. Il suo ultimo disco “STUPIDO HOTEL, 2001” ci ha deliziato l’anno passato, non aspettiamo altro che esca il prossimo.

 

 

(n.22-2002)