Betlemme  - Natale 2002

Verità e libertà per la PALESTINA

di  Michel Sabbah
Patriarca latino di Gerusalemme
Presidente Internazionale di Pax Christi


Signor presidente Yasser Arafat, preghiamo anche per lei insieme con il suo popolo venuto a pregare in questa notte santa. Lei avrebbe voluto essere qui con noi, ma la confusione crescente sulla verità di questa terra e sul modo di trattare con la persona umana lo hanno impedito. Chiediamo a Dio di concederle saggezza e coraggio, nell'assedio che le viene imposto, sicché continui il cammino difficile nella ricerca della giustizia e della pace. …  “Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore" (1 Gv 4, 16.18). Sì, parliamo di amore mentre viviamo tempi duri, di fronte a difficoltà, demolizioni di case, odio e morte. ... Per noi questo comandamento nuovo è difficile e suscita delle perplessità su come applicarlo e viverlo di fronte alla morte che ci è imposta.  … "Se uno dicesse 'io amo Dio' e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede". (1 Gv 4, 20). 

 Betlemme è assediata dai soldati da ogni parte. Così pure le altre città e i villaggi palestinesi. … Come possiamo vivere questo difficile comandamento dell'amore? Come unire le due esigenze, cioè da un lato questo comandamento difficile e dall'altro la difficile realtà della nostra vita di ogni giorno? …. Noi portiamo pazienza e resistiamo: la resistenza dello spirito dinanzi allo scoraggiamento, la resistenza dello spirito dinanzi alla tentazione di non credere nella bontà dell'uomo e la resistenza dello spirito a ogni spargimento di sangue, ben perseverando nel reclamare la nostra libertà e la nostra dignità. … Portiamo pazienza e facciamo tutto quel che occorre perché abbiano a cessare l'occupazione e le sofferenze che ne conseguono. Così facciamo fronte a ogni difficoltà e persino alla morte rapida o lenta che ci viene imposta. Quanto all'assedio di Betlemme, come ogni assedio imposto ovunque all'essere umano palestinese - come ogni essere umano e come ogni popolo al mondo - noi diciamo che non deve durare senza alcun pretesto. D'altra parte come provvedimento di sicurezza, l'esperienza ha dimostrato che non porta la sicurezza voluta. È per questo che ci rivolgiamo al popolo israeliano e alle autorità israeliane e diciamo: a voi tutti pace e sicurezza. Anche il vostro sangue è stato sparso nelle vostre città e nelle vostre strade e fra innocenti. Ma diciamo pure che le vie della pace non sono quelle da voi intraprese. Avete la forza, trasformatela in forza di pace e raccoglierete pace e sicurezza. Credete nella pace in questa fase della storia dopo cent'anni di conflitto.

Il popolo palestinese vuole per voi sicurezza e tranquillità. Come vuole la pace per sé. Vuole la pace per voi e per se stesso e, con la pace, vuole la sua libertà e la fine dell'occupazione. Noi diciamo no alla violenza, ma diciamo pure no all'oppressione che la fa nascere. Voi dite: violenza e terrorismo. D'accordo. Ma vi esortiamo a chiedervi quale ne sia la causa. Forse scoprirete che la causa è nelle vostre mani ed è l'occupazione e la privazione a un popolo della sua libertà e della sua dignità. Vi invitiamo ad aprire le vostre intelligenze e i vostri cuori per vedere le cause che fanno nascere il terrorismo di cui avete paura. Le chiavi sono nelle vostre mani. Eliminate la causa e l'effetto sparirà. Tagliate l'albero e il suo frutto. L'albero è l'occupazione, il frutto le numerose oppressioni. Nella vostra mano, e non nella vostra forza militare, si trova il potere di fermare tutto quello che voi dite essere violenza e terrorismo. La vostra azione militare, che ha distrutto tante cose e ha schiacciato l'essere umano palestinese, ha fatto la guerra e provocato il terrorismo: essa non è pervenuta a fare la pace e a procurarvi la sicurezza desiderata. Le vostre forze armate hanno vinto delle guerre e finora non hanno conquistato la pace.

Avete bisogno di capi nuovi che abbiano visioni nuove per fare la pace, che possano non già promettervi ma procurarvi la sicurezza, accordando ai palestinesi il loro diritto, la loro libertà e la loro sicurezza. …

Ricordiamo i senza tetto, i feriti, i morti, le migliaia di prigionieri palestinesi dimenticati nelle carceri israeliane e infine coloro che ricevono l'ordine di uccidere e coloro che lo impartiscono. … Per tutti gli abitanti di questa terra chiediamo a Dio onnipotente giustizia, pace e amore.