… Signor presidente Yasser Arafat,
preghiamo anche per lei insieme con il
suo popolo venuto a pregare in questa notte
santa. Lei avrebbe voluto essere qui con
noi, ma la confusione crescente sulla verità
di questa terra e sul modo di trattare con
la persona umana lo hanno impedito. Chiediamo
a Dio di concederle saggezza e coraggio, nell'assedio
che le viene imposto, sicché continui
il cammino difficile nella ricerca della giustizia
e della pace. … “Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore
perfetto scaccia il timore" (1 Gv 4,
16.18). Sì, parliamo di amore mentre viviamo
tempi duri, di fronte a difficoltà, demolizioni
di case, odio e morte. ... Per noi questo
comandamento nuovo è difficile e suscita delle
perplessità su come applicarlo e viverlo di
fronte alla morte che ci è imposta.
… "Se uno dicesse 'io amo Dio'
e odiasse il suo fratello, è un mentitore.
Chi infatti non ama il proprio fratello che
vede, non può amare Dio che non vede".
(1 Gv 4, 20).
…
Betlemme è assediata dai soldati da ogni
parte. Così pure le altre città e i villaggi
palestinesi. … Come possiamo vivere questo
difficile comandamento dell'amore? Come unire
le due esigenze, cioè da un lato questo comandamento
difficile e dall'altro la difficile realtà
della nostra vita di ogni giorno? …. Noi
portiamo pazienza e resistiamo: la resistenza
dello spirito dinanzi allo scoraggiamento,
la resistenza dello spirito dinanzi alla tentazione
di non credere nella bontà dell'uomo e la
resistenza dello spirito a ogni spargimento
di sangue, ben perseverando nel reclamare
la nostra libertà e la nostra dignità. … Portiamo
pazienza e facciamo tutto quel che occorre
perché abbiano a cessare l'occupazione e le
sofferenze che ne conseguono. Così facciamo
fronte a ogni difficoltà e persino alla morte
rapida o lenta che ci viene imposta. Quanto
all'assedio di Betlemme, come ogni assedio
imposto ovunque all'essere umano palestinese
- come ogni essere umano e come ogni popolo
al mondo - noi diciamo che non deve durare
senza alcun pretesto. D'altra parte come provvedimento
di sicurezza, l'esperienza ha dimostrato che
non porta la sicurezza voluta. È per questo
che ci rivolgiamo al popolo israeliano
e alle autorità israeliane e diciamo: a voi
tutti pace e sicurezza. Anche il vostro sangue
è stato sparso nelle vostre città e nelle
vostre strade e fra innocenti. Ma diciamo
pure che le vie della pace non sono quelle
da voi intraprese. Avete la forza, trasformatela
in forza di pace e raccoglierete pace e sicurezza.
Credete nella pace in questa fase della storia
dopo cent'anni di conflitto.
Il popolo palestinese
vuole per voi sicurezza e tranquillità. Come
vuole la pace per sé. Vuole la pace per
voi e per se stesso e, con la pace, vuole
la sua libertà e la fine dell'occupazione.
Noi diciamo no alla violenza, ma diciamo
pure no all'oppressione che la fa nascere.
Voi dite: violenza e terrorismo. D'accordo.
Ma vi esortiamo a chiedervi quale ne sia la
causa. Forse scoprirete che la causa è nelle
vostre mani ed è l'occupazione e la privazione
a un popolo della sua libertà e della sua
dignità. Vi invitiamo ad aprire le vostre
intelligenze e i vostri cuori per vedere le
cause che fanno nascere il terrorismo di cui
avete paura. Le chiavi sono nelle vostre
mani. Eliminate la causa e l'effetto sparirà.
Tagliate l'albero e il suo frutto. L'albero
è l'occupazione, il frutto le numerose oppressioni.
Nella vostra mano, e non nella vostra forza
militare, si trova il potere di fermare tutto
quello che voi dite essere violenza e terrorismo.
La vostra azione militare, che ha distrutto
tante cose e ha schiacciato l'essere umano
palestinese, ha fatto la guerra e provocato
il terrorismo: essa non è pervenuta a fare
la pace e a procurarvi la sicurezza desiderata.
Le vostre forze armate hanno vinto delle guerre
e finora non hanno conquistato la pace.
Avete bisogno di capi nuovi
che abbiano visioni nuove per fare la pace,
che possano non già promettervi ma procurarvi
la sicurezza, accordando ai palestinesi il
loro diritto, la loro libertà e la loro sicurezza.
…
Ricordiamo i senza tetto,
i feriti, i morti, le migliaia di prigionieri
palestinesi dimenticati nelle carceri israeliane
e infine coloro che ricevono l'ordine di uccidere
e coloro che lo impartiscono. … Per tutti
gli abitanti di questa terra chiediamo a Dio
onnipotente giustizia, pace e amore.