Posizione in merito al progetto
del Liceo di Wetzikon (Svizzera Tedesca)
L'estremismo risparmista distrugge la scuola!
di Tina Olt
responsabile
FESAL – E per il Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti (SISA)
Il Sindacato
Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) ha preso conoscenza con molta
preoccupazione del progetto pilota lanciato al Liceo di Wetzikon, che prevede -
al fine di risparmiare 180'000 franchi - di ridurre di 3/4 la frequenza delle
lezioni di tedesco, francese, inglese, matematica e della materia prioritaria a
scelta, assegnando invece semplicemente una lista di compiti e obiettivi con i
quali l'allievo dovrà letteralmente "sbrogliarsi" da solo.
Vediamo questo progetto, con grande
preoccupazione, delusione e sgomento, come la manifestazione del disfacimento
del sistema scolastico ormai in atto da parecchi anni, il progetto - citiamo -
"potrebbe comportare una riduzione del programma scolastico". E
allora, con ironia swiftiana, proponiamo di ridurre la frequenza scolastica
obbligatoria ai soli cinque anni di elementari, e anche questi ovviamente
potrebbero essere seguiti per via cibernetica. Vi sono delle basi che riteniamo ineluttabili per l'educazione quali il dialogo ed il confronto diretto con
l'insegnante e i compagni, fonte d'inestimabile arricchimento che verrebbero
inevitabilmente a cadere.
Ci chiediamo a questo punto
quale sia il futuro del sistema educativo e quali saranno gli obiettivi di
questo in un prossimo futuro. Abbiamo sempre creduto che la scuola fosse un
cardine d'insegnamento, di cultura, di dialogo, di scambio e che rappresentasse
un intreccio di rapporti sociali. Vi
sono valori ed esperienze personali che impreziosiscono e rendono unica ogni
persona e arricchiscono immensamente lo scambio, il contatto ed il confronto
umano tra studente e professore. Nessun libro e nessuna e-mail potranno
sostituire il dialogo e la commutazione che si sono sempre rilevati
fondamentali e parti integranti della nostra cultura e della nostra storia.
Aristotele avrebbe mai elaborato le sue teorie, che influenzano ancor oggi il
nostro modo di vedere il mondo, se avesse avuto solo uno sporadico contatto
virtuale con il suo maestro? E lo stesso discorso varrebbe per Michelangelo e Raffaello
e tanti altri. L'umanesimo non
sarebbe potuto fiorire senza il presupposto del continuo scambio di esperienze
e della comunicazione. Queste radici culturali e sociali non potranno mai esser
sostituite da una lista di obiettivi o da qualche sporadico do ut des
virtuale di domanda-risposta.
Ci auguriamo che questa
forsennata politica del risparmio non segni la fine della nostra cultura, della
nostra società e semplicemente dell'incontro tra realtà diverse che possono da
questo scoprirsi e giovare l'una dell'altra, ci auguriamo altrettanto che ci si
accorga della pazzia del progetto e vi si ponga fine.
I rapporti umani, l'educazione
delle generazioni future, l'intercambio e il confronto al giorno d'oggi valgono
solo 180.000 franchi?
Troviamo altresì ridicolo
l'intento di giustificare l'iniziativa con le belle parole di "voler
promuovere l'apprendimento individuale da parte degli allievi". Siamo
infatti dell'opinione che il ruolo della scuola non sia unicamente quello
d'impartire una conoscenza formale di teorie, numeri e formule, bensì che debba
avere un ruolo di piattaforma d'incontro per giovani provenienti da ambiti
sociali, culturali e religiosi differenti e ovviamente anche di scambio con
professori con esperienze da condividere.
La chiamiamo l'era della comunicazione, tra cent'anni la chiameranno
l'era dell'illusione della comunicazione.
Non siamo solo indignati, ma
temiamo pure che simili progetti possano arrivare in Ticino, dopo l'estremismo
neo-liberista dimostrato dal Consiglio di Stato e dal Granconsiglio approvando
il forsennato Preventivo 2004. Speriamo vivamente in una risposta decisa ed
unitaria da parte di studenti, insegnanti, famiglie e società tutta contro
l'assurdità e il potenziale distruttivo di questa insana idea.