Ministro Moratti se ne vada!

di Davide Rossi

 

La scuola è sempre più immiserita, senza soldi, senza bidelli e insegnanti, anch’essi tagliati, sopravvive solo grazie all’entusiasmo e alla passione di studenti e docenti, impegnati ogni giorno nella promozione e nell’apprendimento dei saperi forti, della cultura. La Moratti, vera e propria regina di forbici, trova tuttavia il tempo per dilettarsi contro questo o quel termine o contro i libri di storia. Ovviamente per tagliare anche quelli. Prima vittima del nuovo vocabolario di Stato imposto dal ministro dovrebbe essere “imperialismo”, da eliminare perché parola considerata di sinistra. Ma il ministro ancora una volta sbaglia perché il termine “imperialismo” è stato inventato dal pensiero liberale inglese, nel 1902, John Hobson, economista, così definiva l’esigenza espansiva frutto dell’incontro tra capitale industriale e bancario dell’Inghilterra vittoriana. Ma probabilmente a scuola il ministro vorrebbe che si tacesse pure Pio XI che nel 1931 scrive nell’enciclica “Quarantesimo anno”: “il liberalismo senza freni conduce all’imperialismo internazionale del denaro.” Per non parlare di Paolo VI, a suo giudizio probabilmente non papa ma comunista, visto che nella “Populorum Progressio” del 1967 scrive: “si è malauguratamente instaurato un sistema che considera il profitto come motivo essenziale del progresso.” Paolo VI d'altronde più volte nei suoi discorsi attacca l’imperialismo. Sarà pure pericoloso citare: “la democrazia senza giustizia sociale sarebbe una truffa. … la condizione economica di uomini liberi non si crea con il cieco automatismo delle forze in libera concorrenza …”, pensare che il “rivoluzionario” in questione è Alcide De Gasperi. Sempre Paolo VI nella “Populorum Progressio” afferma: “Educatori, tocca a voi suscitare l’amore per i popoli sofferenti.” Insomma tocca a maestri e professori spiegar cos’è l’imperialismo oggi.

Concludendo, ministro lasci perdere la storia e il pensiero del novecento, sia gentile, se ne vada.