Istruzione sì, ma pubblica

 

Dobbiamo dire grazie al parlamentare Valdo Spini, valdese di antichi sentimenti socialisti, se alla Camera dei Deputati sarà prima o poi rimesso in discussione il nome del ministero della scuola oggi MIUR, ovvero ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Certo se oggi l’istruzione non è più pubblica bisogna dire grazie a Berlinguer e all’Ulivo,ma comunque sempre meglio rimediare anche quando la frittata è fatta.  La proposta di legge che porta il numero 2785, la data del 22 maggio 2002 e la firma tra gli altri di Katia Berillo del Partito dei Comunisti Italiani, chiede in un unico articolo che venga aggiunta all’attuale denominazione l’aggettivo “pubblica” per “istruzione”, perché, si legge nella presentazione, la scuola non deve essere svalutata ma ricevere un vigoroso rilancio. Assolutamente d’accordo, quindi auguriamocelo, in tutti i sensi e nell’interesse generale della società, quindi pubblico.