8 marzo giornata internazionale per i diritti delle donne

Ciao Flavia

 


Aveva vent'anni Flavia Granata quando i partigiani liberavano Milano e lei non aveva mancato di contribuire, per quanto le era stato possibile, alla Resistenza diffondendo l'"Avanti!" clandestino, volantini e altra stampa antifascista. Cattolica di sinistra sarà sempre socialista come suo padre, legata ad un socialismo che era insieme quello di Lenin e di Turati, se è vero che la tessera del PSI del 1951, citando lo statuto del partito, esplicitamente impegnava : "alla realizzazione del socialismo", il quale aveva "come fine del movimento politico dei lavoratori la socializzazione dei mezzi di produzione e di scambio" e proclamava "la solidarietà dei lavoratori di tutto il mondo".

Il suo impegno democratico è proseguito sino a ieri e la sua distanza dal craxismo data i primi anni ottanta, periodo in cui si avvicina ai movimenti della società civile, in particolare quelli legati alla stagione del Concilio Vaticano II, per i quali anche attivamente parteciperà a momenti politici.

Nel 1973 si recò in Unione Sovietica e di quel viaggio che l'aveva appassionata ha lasciato un toccante diario, nel quale lei, professoressa di lettere e attiva delegata sindacale di scuola per la CGIL, ricordava con entusiasmo l'amore e la diffusione della cultura presente tra i cittadini sovietici di ogni età.

L'otto marzo duemila, che, come ha spiegato lo storico Cattabiani, è la festa internazionale della donna in quanto il 23 febbraio (8 marzo) 1917 scesero in Piazza per la prima volta le operaie di Pietrogrado e Mosca, Flavia ci ha lasciati. La ricorderemo sempre, per la sua franchezza, la sua cordialità, la memoria di tanti avvenimenti della sua vita raccontatici con semplicità. (D.R.)

 

 

 

(n.6-2001)