Aspettiamo ancora
di Giovanni Colombo
Presidente della Rosa Bianca
- Consigliere comunale progressista di Milano
Sorprende la sorpresa.
Come se Andreotti fosse nato ieri, come se non
fosse il protagonista di una carriera irresistibile
ma assai discussa. Nel mio piccolo la condanna morale e politica
nei suoi confronti l'ho emessa 15 anni fa. Sconvolgente fu la
lettura di "Delitto imperfetto" di Nando dalla Chiesa.
E da quel dì, ho seguito, con molto distacco, le vicende giudiziarie mentre ho combattuto, con
molta foga, l'andreottismo. L'andreottismo è il realismo ad oltranza, il realismo mane e sera, servito a colazione,
a pranzo, a cena. Mediare, mediare sempre su tutto e con tutti,
non rompere mai perché la rottura favorisce il nemico. Non
rompere neppure quando c'è di mezzo la violenza e la morte.
L'andreottismo è la politica che, in nome del realismo, utilizza
anche la criminalità organizzata, è la politica che si intreccia
con la mafia (la "polimafia" scrisse un giorno Pansa).
Ma come si fa a mediare con la morte? La politica può tentare
di riunire nello stesso fronte il padrone e l'operaio, il
bianco e il nero, il credente e l'ateo, ma non può mai mettere
insieme la vittima e l'aggressore! L'andreottismo purtroppo
non è stato spurgato dalla vita politica italiana. Ecco perché
quasi tutti i leader, compreso il Capo dello Stato, hanno
reagito così sdegnati alla sentenza di Perugia. La campana
di quei 24 anni suona anche per loro. Specie per quegli ex democristiani che se la
prendono coi giudici e
che fanno finta di non capire la vera radice della tragedia
della Dc e il perché del suo inesorabile declino: un partito
non può contenere troppo a lungo al suo interno le vittime
dei delitti di mafia – e di camorra, e di terrorismo
deviato dalla P2 - e i complici, se non i mandanti, di tali
delitti. L'orologio della politica italiana è ancora fermo
lì, a quel 20 marzo del '79. Quando le lancette ripartiranno?
Quando finalmente si farà tesoro di quell'esperienza negativa
(ex malo bonus, dicevano gli antichi). Quando gli uomini
politici si metteranno sulla gobba il fardello delle
proprie responsabilità. Quando uno, anche uno solo, avrà
il coraggio di dire: "sì, confesso che
l'ho fatto io,
proprio io". Quando si farà un bagno di verità?