A Vienna da tutto il mondo nell’estate  del 1959

di Libero Traversa

 

Con la fine della seconda guerra mondiale la Federazione Mondiale della Gioventù Democratica e l’Unione Internazionale degli Studenti iniziarono ad organizzare, ogni due o tre anni, un  “Festival mondiale della gioventù”. Erano straordinari momenti di incontro, di amicizia, di scambi culturali, di reciproca conoscenza e di comune impegno sui temi della pace. La sede ospitante sino all’incontro di Mosca nel 1957 è sempre stata una capitale dell’Europa orientale.

Nel 1959 si svolse per la prima volta fuori dal campo socialista, a  Vienna. La capitale austriaca infatti godeva di uno status neutrale, sul modello di Berlino. Dall’Italia vi parteciparono oltre duemila giovani che vennero ospitati al Prater, sotto una tendopoli allestita dall’esercito sovietico. La maggior parte delle delegazioni dei giovani dei paesi comunisti alloggiavano invece su navi attraccate lungo il corso del Danubio.

Da Milano giunse un gruppo di duecento ragazze e ragazzi guidata dal socialista Libero Biagi di cui io, comunista, ero il vice. Biagi anni dopo sarà sindaco di Sesto San Giovanni.

Il Festival si svolse nel corso di due settimane e ogni giorno viveva di coinvolgenti manifestazioni politiche, culturali e anche sportive e ricreative.

Novità del Festival fu la presenza di una considerevole delegazione cinese e a me toccò guidare gli italiani nel reciproco incontro che si tenne sulla nave che li ospitava. Ancor più festeggiato fu l’arrivo dei cubani che proprio a gennaio di quell’anno avevano concluso vittoriosamente la loro Rivoluzione. Vienna fu pure l’occasione per incontrare gli irakeni, una folta delegazione giunse infatti da Baghadad dopo l’insediamento di un governo progressista. Nell’insieme il Festival fu un grande incontro internazionalista, dedicato alla pace e alla distensione.

Scarso seguito ebbe negli stessi giorni un contro-festival anticomunista, organizzato sempre nella capitale danubiana, con un concerto a cui si esibì anche la brava Ella Fitzgerald.

Grandiosa e colorata fu la manifestazione conclusiva che si svolse allo stadio di Vienna e a cui parteciparono tutti gli oltre centomila giovani giunti da tutto il mondo.

Quando passò la nostra delegazione ci mettemmo a cantare Bandiera rossa, ma dalla folla austriaca ci venne richiesto a gran voce di cantare Ciao bambina, la bella canzone di Domenico Modugno, successo di quell’estate.

 

 

(n1-2000)