Per un'Europa fondata sui diritti
di Iacopo Venier*
L'entrata della Slovenia insieme ad altri nove stati nell'Unione Europea, il primo maggio '04, sancisce nel modo più autorevole e rilevante come il futuro che ci aspetta debba essere costruito sulla reciproca conoscenza e sul dialogo tra le culture. Sono nato sul confine orientale e ben conosco come questo confine abbia significato per decenni non il possibile incontro tra sloveni e italiani, ma il pretesto per alimentare nazionalismi e tensioni. Oggi che questi paesi aderiscono all'Unione è importante ricordare che fu proprio la Jugoslavia di Tito ad aver promosso il ”Movimento dei non allineati”, ovvero delle nazioni del Sud del mondo che interrogavano i grandi della terra sugli squilibri provocati da questo modello di sviluppo. Questi squilibri alimentano ancora guerre e tragedie a cui l'Europa di oggi, l'Europa che passa per Trieste, Budapest, Praga, Varsavia, raggiunge il Baltico fino a Tallin, deve saper dare una risposta. A ciascuno di noi, cittadino di questo straordinario e multiforme continente, sta il compito di contribuire perché la comune convivenza sia fondata sui diritti indispensabili e inalienabili dell'uomo, a partire da quei diritti sociali, casa, salute, istruzione, cultura, lavoro, che troppo spesso vengono trasformati in variabili di logiche economiche improntate al peggiore liberismo. L'Europa avrà un futuro se sarà capace di immaginarlo diverso dall'attuale, più giusto, più solidale.
*candidato PdCI alle elezioni europee nella circoscrizione dell'Italia centrale – www.iacopovenier.it